martedì 19 luglio 2011

Prologo-Epilogo

Cominciare a tirare giu questo blog senza la possibilità di usufruire di una tastiera fisica, sarà alquanto arduo, quindi perdonatemi eventuali erorri di battitura.
Cominciare dalla fine di una storia d'amore, è davvero dura e alquanto provante mentalmente e psicologicamente per il sottoscritto, ma ne ho bisogno perchè è l'unico modo per potermi sfogare chiuso in quattro mura che non mi appartengono, in una città che mi vedrà solo ospite per circa un mese.
Ma bando alle ciance e cominciamo..

Tutto è cominciato in uno sperduto paesino di montagna, di cui non conoscevo nemmeno l'esistenza sulla faccia della terra. Come sempre, facendo le solite valige che oramai mi accompagnavano da 4 anni e passa, mi avvio per raggiungere questa nuova meta.
Il viaggio è stato quanto mai provante, mai fatto poca strada in tanto tempo.
Giunto in questo paesino mi accorgo immediatamente del fatto che è davvero un paesino. Ho sempre vissuto in città più o meno grandi e giungere in un posto del genere ha praticamente resettato tutte le mie ambizioni professionali. 8000 anime circa (contando l'hinterland), una via principale, pochi negozi, ma soprattutto le montagne, opera artistica di madre natura che fino ad allora mi ero limitato a guardare in cartolina o in televisione.
Professionalmente parlando sono trascorsi 2 anni da quando ho messo piede in questo posto, e oramai i ritmi locali sono ben metabolizzati, ma qualcosa sta per cambiare.

Una mattina, mi ritrovo a fare colazione in uno dei bar piu rinomati di questo paesino. Entrando si avverte subito una sensazione estrema di classico, quasi da sala da thé inglese, moquette rossa, bancone di legno lucidissimo e tutto ciò che si vede alla televisione nelle classiche scene dove le nonne prendono il thé con i pasticcini...
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